RASSEGNA STAMPA

Sabato 2 Ottobre 2004

Multe “targate” Sita: giallo sugli incassi d’oro

di DAVIDE DESARIO


Gli ausiliari della Sita si nascondono. E i conti degli incassi per la valanga di multe non tornano. Nel contratto per “prestazioni accessorie” stipulto tra Atac e Sita, infatti, è previsto che per ogni sanzione amministrativa (68,20 euro) andata a buon fine l’Atac pagherà all’azienda, che ha in gestione il trasporto notturno della Capitale e le squadre di accertatori, la bellezza di 25 euro. Ma non solo. Nel contratto c’è anche scritto che se il ricavo delle multe è superiore a 1.500.000 euro del 2004 la Sita dovrà riconoscere all’Atac il 30% del surplus.
E siccome i 38 ausiliari della Sita sono stati nominati dall’assessore capitolino alla Mobilità, Mario Di Carlo, pochi giorni prima di ferragosto, significa che si ipotizza che in soli cinque mesi di attività (da agosto a dicembre) le multe possano fruttare 1.500.000 euro solo alla Sita.
Il direttore generale della Sita, Marco Cialone, ha detto al Messaggero che questi soldi servono per coprire le spese per gli stipendi degli accertatori. Se le cose stanno così, infatti, calcolatrice alla mano, gli ausiliari della Sita dovrebbero guadagnare una montagna di soldi: 1.500.000 euro fino alla fine del 2004 significano 300.000 euro al mese che, divisi per i 38 ausiliari, portano ad uno stipendio di circa 8.000 euro a testa (15 milioni di lire per intenderci).
E’ possibile? O le cose stanno diversamente? Da ieri, dopo l’articolo del Messaggero, se lo stanno chiedendo in tanti.
Il vicepresidente del consiglio comunale Fabio Sabbatani Schiuma è arrivato a chiedere le dimissioni dell’assessore alla Mobilità Mario di Carlo: «E´ scandaloso che i cittadini debbano pagare le multe anche a realtà esterne al Campidoglio che non lasciano nemmeno la magra consolazione di rimpinguare le già esautorate casse del Comune di Roma - sostiene l’esponente di Allenaza Nazionale - Chi c´è dietro al Sita? Che rapporti ci sono con il Campidoglio o con qualche Dipartimento specifico? Dove vanno a finire tutti quei soldi?».
Sulla questione dal Campidoglio non arrivano risposte. Non commenta l’assessore al Bilancio Marco Causi, non replica l’assessore alla Mobilità Di Carlo.
«E’ davvero uno schiaffo ai vigili urbani - denuncia ancora il segretario romano del Sulpm Gabriele Di Bella - Da anni si denuncia una carenza di organico del Corpo della polizia municipale di 1.850 uomini. L’amministrazione comunale dice che non ci sono soldi per assumere. E poi si danno 25 euro a multa ad una società privata che mette in strada 38 persone che non hanno sostenuto alcun concorso ma solo un breve corso e un esame alla Sta».
Per Marco Marsilio, della commissione comunale Lavori pubblic che si occupa anche di mobilità la vicenda delle “multe a cottimo” è illegale: «Se dovesse corrispondere al vero che la Sita intasca 25 euro a multa, si tratterebbe di una pratica chiaramente illegale, poiché il codice della strada prevede un diverso utilizzo dei proventi delle contravvenzioni (parcheggi, interventi sul sistema del trasporto pubblico etc), e non certo “premi” a chi è più bravo a infliggere sanzioni».
E aggiunge: «In questo modo si scatena una logica perversa che porta a non fare più prevenzione perché l'ausiliario della Sita sa che più riesce ad elevare contravvenzioni, più fa guadagnare la sua azienda e più ancora si garantisce il posto di lavoro, quando invece la sua funzione dovrebbe essere quella di garantire la scorrevolezza del traffico e la puntualità del servizio».

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Sabato 2 Ottobre 2004
L’ESPERTO
Appostarsi per sanzionare è vessazione

di FILIPPO SATTA
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Ho letto con attenzione la vicenda dei nuovi ausiliari del traffico che presidiano le corsie preferenziali, e non solo, del centro di Roma durante le ore notturne.
Bisogna dire, innanzitutto, che il codice della strada parla chiaro. Le sue disposizioni devono essere fatte osservare per regolare il traffico e prevenire gli incidenti. E per far ciò, quando è necessario, si può ricorrere anche alla repressione.
Ma quando ci si apposta solo per sanzionare, senza alcuno scopo di prevenzione, e più in generale finalità educativa, per il solo gusto di punire, si passa nel campo della vessazione. Trovo questo comportamento inaccettabile e contro qualsiasi regola del vivere civile.
Mi stupisco molto che i responsabili politici ed amministrativi di Roma non si rendano conto del danno che questi comportamenti recano alla vita sociale della città. In questa maniera l’Amministrazione si fa odiare dal cittadino.
Chiariamo: nessuno discute che le corsie riservate ai mezzi pubblici debbano essere rispettate. E sono assolutamente convinto che se un vigile trova qualcuno che viola il divieto di uso privato di queste corsie, fa benissimo, non bene, ad infliggere la giusta contravvenzione.
Ma se si approfitta della notte per nascondersi e andare a perseguire chi non reca, in concreto, danno ad alcuno si incorre in un vero abuso di potere.
La questione dei soldi che il Comune paga alla società privata per ogni multa andata a buon fine è, poi, inconcepibile. Si tratta, infatti, di sanzioni amministrative il cui gettito non può che andare esclusivamente nelle casse degli enti pubblici.
* Ordinario di Diritto Amministrativo alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università La Sapienza di Roma